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Crisi, accordo bipartisan sulla Cig si allungherà di sei mesi - Repubblica.it
Economia
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L'emendamento è stato approvato dalla commissione Lavoro della Camera
Non approderà in Aula prima del 15 marzo. Sacconi: "Non s'introduce una protezione maggiore"

Crisi, accordo bipartisan sulla Cig
si allungherà di sei mesi

Passerà dunque dalle attuali 52 settimane a 78, l'equivalente di un anno e mezzo
Ires-Cgil: il 66% dei disoccupati oggi non è in grado di mantenere la propria famigliadi ROSARIA AMATO


Crisi, accordo bipartisan sulla Cig si allungherà di sei mesi
ROMA - Sei mesi in più di cassa integrazione ordinaria, che passa dalle attuali 52 settimane a 78 settimane, in pratica un anno e mezzo. Lo prevede un emendamento approvato dalla commissione Lavoro della Camera, con un sì bipartisan. Un provvedimento richiesto da più parti dato l'enorme aumento della cassa integrazione dall'inizio della crisi: solo nel mese di gennaio si è registrato rispetto allo stesso mese del 2009 una crescita del 99,25 per cento, con 39,5 milioni di ore. Anche se spesso gli ammortizzatori sociali non bastano: da un'indagine presentata stamane dall'Ires-Cgil emerge che il 66 per cento dei disoccupati non è in grado di mantenere la propria famiglia, pur godendo di ammortizzatori sociali. La norma è a firma del relatore Giuliano Cazzola e modifica il testo base sugli ammortizzatori sociali, che unifica diverse proposte di legge, ed ha ottenuto il consenso del Pdl, della Lega e del Pd. L'Idv e l'Udc erano assenti. La misura approvata è adottata in via sperimentale e riguarda il biennio 2010-2011. 

Plaudono al provvedimento gli esponenti dell'opposizione, a cominciare dal capogruppo Pd Cesare Damiano, che ricorda come la proposta iniziale fosse però di raddoppiare i tempi dell'erogazione, da 12 a 24 mesi. Mentre il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi sostiene che "L'emendamento approvato oggi in commissione Lavoro alla Camera non introduce una protezione maggiore del lavoro. Già oggi il sostegno al reddito può essere corrisposto attraverso la cassa integrazione ordinaria - che ora viene conteggiata per giorni e non per settimane con un allungamento di fatto della sua durata -, la cassa integrazione straordinaria - che è stata semplificata, riconducendola alla semplice causale della crisi globale - e la possibilità della successiva 'cassa in deroga' senza limiti temporali, e senza causali specifiche di crisi aziendale come pure senza la prefigurazione di esuberi strutturali".


Soddisfatti sia pure con alcuni distinguo i sindacati. Infatti il segretario confederale della Uil Guglielmo Loy chiede un innalzamento dell'indennità, il segretario confederale della Cisl Giorgio Santini auspica che ora ci sia "la necessaria copertura finanziaria", e  il segretario confederale della Cgil,
Fulvio Fammoni, chiede il prolungamento a 104 settimane.

I tempi. Per l'approvazione definitiva del provvedimento bisognerà aspettare probabilmente diverse settimane: "Ora il testo è all'esame delle altre commissioni per il parere e poi tornerà in commissione Lavoro per il mandato al relatore. Il calendario prevede infatti che approdi in Aula il 15 marzo ma non è escluso che slitti a dopo le Regionali", dice Cazzola.

I dati per settore. Secondo i dati dell'Inps, rielaborati e presentati qualche giorno fa dalla Cigl, i settori con gli aumenti maggiori di cassa integrazione ordinaria erano a gennaio su base annua il tessile e abbigliamento (+318,18%), l'edilizia (+283,46%), l'alimentare (+279,09%), carta e poligrafiche (+168,39%), le meccaniche (+113,78%). Anche la Cassa straordinaria ha registrato nel primo mese dell'anno un forte incremento rispetto al gennaio 2009 (+366,29%) con 45 milioni di ore. "Molte aziende - ha denunciato il segretario confederale della Cgil Susanna Camusso - stanno ormai esaurendo le 52 settimane massime di Cigo, ciò è evidenziato, anche dall'aumento della richiesta sulla Cigs".

La copertura finanziaria. La copertura all'emendamento che allunga la Cig ordinaria da 52 a 78 settimane "non è stata quantificata", dice Cazzola, che spiega che verrà comunque trovata all'interno degli 8 miliardi già stanziati dal governo per gli ammortizzatori sociali. Le disposizioni infatti previste dall'emendamento "si applicano nei limiti delle risorse disponibili" previste dal decreto legge 185 del novembre 2008 (convertito a fine gennaio 2009) e in particolare dall'articolo che riguarda gli strumenti di tutela del reddito e di concessione degli ammortizzatori in deroga. "Il governo - sottolinea però Cazzola - non era presente e dunque si riserva ogni ulteriore valutazione".

L'indagine Ires-Cgil. Da un'indagine presentata stamane dall'Ires-Cgil il 57 per cento dei lavoratori che usufruiscono di ammortizzatori sociali percepisce un'indennità tra i 500 e i 1000 euro. L'87 per cento dei lavoratori intervistati ritiene che la crisi economica abbia inciso "molto o abbastanza" sulla propria situazione lavorativa. A una domanda sulle prospettive future, solo il 4 per cento è talmente fiducioso di ritenere che "riuscirà a trovare un lavoro quantomeno accettabile" nel giro di poche settimane. Il 34 per cento ritiene che lo troverà nel giro di qualche mese, il 28 per cento tra un anno o forse più, e un altro 34 per cento è completamente sfiduciato e dichiara "non so se lo troverò".

Moltissimi, soprattutto al Sud, temono di finire nelle maglie del lavoro nero. Nelle isole addirittura il 91 per cento si sente "molto esposto" o comunque esposto al rischio di essere costretto ad accettare un lavoro in nero. La percentuale risale all'80 per cento per il Sud, al 69 per cento per il Centro ed è in media del 73 per cento; sotto la media, oltre al Centro, il Nord Ovest (70 per cento) e il Nord-Est (53 per cento). Dall'indagine emerge inoltre che il 54 per cento dei disoccupati poteva contare su un unico stipendio per mantere la propria famiglia, e l'84 per cento di questi ha una famiglia composta da almeno due persone. Di conseguenza, il 66 per cento dei disoccupati oggi non è in grado di mantenere la propria famiglia, percentuale che scende al 36 se si considera solo il segmento dei lavoratori che usufruiscono di ammortizzatori sociali.




 

© Riproduzione riservata (09 marzo 2010) Tutti gli articoli di Economia


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