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Vallanzasca, primo giorno di lavoro fuori dal carcere. - Adnkronos Cronaca
Tornerą in cella a Bollate ogni giorno alle 19

Vallanzasca, primo giorno di lavoro fuori dal carcere.

Renato Vallanzasca  Renato Vallanzasca
ultimo aggiornamento: 08 marzo, ore 17:35
Milano - (Adnkronos) - Il 'bel Renč', protagonista della mala milanese degli anni '70, da oggi usufruisce del permesso. Il capo della cooperativa in cui lavorerą: '''Era emozionato e confuso''. Il regista che sta girando un film su di lui: ''E' entrato a 28 anni in prigione e ne esce da vecchio, č lui la prima vittima di se stesso''. E sottolinea: ''In Italia vogliamo solo santi''
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Milano, 8 mar. (Adnkronos) - Prima giornata di lavoro fuori dal carcere di Bollate (Milano) per Renato Vallanzasca, il 'bel Renč' protagonista della mala milanese degli anni Settanta. Il 'boss della Comasina', dopo 40 anni di prigione, da oggi usufruisce del beneficio del lavoro esterno che gli permette di andare nella pelletteria milanese Ecolab. Rientrerą in carcere a Bollate questa sera, alle 19, e domani mattina, alle 7, si lascerą di nuovo le sbarre del carcere alle spalle.

Stamane, puntuale, Vallanzasca si č presentato alla sede della cooperativa. Ha provato, inutilmente, a nascondersi dalle telecamere che lo stavano aspettando. "Era emozionato e confuso per la presenza dei media", rivela Massimo D'Angelo, a capo della cooperativa Ecolab in via Candiani a Milano, che lo ha accolto all'ingresso. Da oggi il 'boss della Comasina' autore di numerose rapine, sequestri, omicidi ed evasioni, lavorerą nel laboratorio di pelletteria dove ex detenuti e persone socialmente emarginate producono borse, portafogli, zaini con processi artigianali a basso impatto ambientale o a impatto zero.

"Oggi non č stato possibile un vero inserimento lavorativo - spiega D'Angelo -, ma ha iniziato a conoscere il suo gruppo, formato da dieci persone". Pantaloni scuri e maglione blu, il 'boss della Comasina' ha fatto un primo 'tour' del laboratorio, poi ha mangiato e preso il caffé con gli altri 'colleghi'.

Difficile passare inosservati quando la propria vita viene raccontata in libri o sta diventando un film, ma "qui - sottolinea D'Angelo - non ci sono né miti negativi, né positivi. Vallanzasca č una persona come un'altra". Dopo 40 anni di carcere, sta scontando una condanna complessiva a quattro ergastoli e 260 anni di reclusione, da oggi potrą usufrire dei benefici consentiti dalla legge e lavorare quotidianamente fuori dal carcere di Bollate (Milano).

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