Vallanzasca nel carcere di Opera per la presentazione del libro ''Il fiore del male''
Dopo quarant'anni di carcere, a dire il vero intervallati da ripetute evasioni, Renato Vallanzasca, l'ex leader della mala milanese. L'ex bandito ha terminato la sua prima giornata di lavoro esterno nella Cooperativa Ecolab di Milano e ha fatto ritorno nel carcere di Bollate. Vallanzasca è passato da una uscita secondaria della cooperativa ed è salito a bordo di una vettura che l'attendeva con il motore acceso e si è allontanato. Finora c’erano stati solo permessi per vedere l'anziana madre e sposarsi con la compagna Antonella, ma ora Vallanzasca vuole apprendere i rudimenti dell'arte della pelletteria per poi diventare, pare, grafico-disegnatore.
I colleghi: persona simpatica e tranquilla - Ha avuto una accoglienza favorevole Renato Vallanzasca tra i lavoratori della cooperativa sociale Ecolab dove il bel René ha trascorso la sua prima giornata di lavoro esterno. "Ha lavorato soprattutto con me - racconta Antonella - l'ho messo sotto io a lavorare. Gli ho spiegato i vari modelli", "Ha fatto il caffé per tutti tre volte". Così, lavorando e chiacchierando nei momenti di pausa si è svolta la prima giornata del bel René che oggi ha cominciato il lavoro esterno nell'ambito di un programma predisposto dai responsabili del carcere di Bollate e approvato dal giudice di sorveglianza. Con uno stratagemma i responsabili della cooperativa sono riusciti a far uscire Vallanzasca da una porta secondaria della struttura. Fuori c'era una Panda rossa che lo aspettava a motore acceso per riportarlo nel carcere di Bollate.
L'ex capo della banda di rapinatori che negli anni '70 veniva chiamata la “batteria” non usufruisce di una misura alternativa ma di un permesso, in base all'articolo 21 dell'ordinamento penitenziario, che può essere concesso anche a chi è stato condannato all' ergastolo ma ha scontato almeno dieci anni. Misure alternative come la semi-libertà, infatti, non possono essergli concesse, né le ha mai chieste, considerato il suo cumulo pena a quattro ergastoli e 260 anni di carcere.
Prima dell'ammissione al lavoro esterno gli era stato concesso qualche altro permesso per seguire le riprese milanesi del film che Michele Placido sta realizzando sulla sua vita, in cui Vallanzasca è interpretato da Kim Rossi Stuart, e che ha creato non poche polemiche da parte dei familiari delle vittime del gruppo di fuoco che faceva capo a Vallanzasca.
Una vita, la sua, sulla quale il Bel René ha ormai pochi dubbi. "Mi chiedete se ho sbagliato? Sarei un cretino se dicessi il contrario", aveva detto qualche tempo fa. Non a caso negli ultimi anni collabora con associazioni che si occupano di ragazzi difficili. "Incontro i ragazzi che hanno problemi e cerco di spiegare con la mia esperienza che non vale affatto la pena mettersi nei guai - aveva raccontato prima di tornare in carcere - Qualcuno mi dice che sono un mito. Rispondo loro che un mito che si fa 40 anni di galera è un mito idiota, e che di miti non devono averne, perché i miti sono pieni di debolezze".
08 marzo 2010